PUG. Ferrari: “Una sfida che richiede concertazione e un grande cambio culturale”

La grande sfida cui siamo chiamati, di fronte al nuovo Piano Urbanistico Generale di Parma è un cambio culturale, di cui i professionisti in primis devono farsi portatori”. Così Claudio Ferrari, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Parma, invitato al seminario “I Like PUG_PR050” che si è svolto il 25 settembre presso il Cinema Astra, organizzato dal Comune e rivolto agli iscritti agli Ordini e Collegi professionali della provincia.

In particolare, dopo il benvenuto degli amministratori, nelle persone del Sindaco Michele Guerra e dell’Assessora alla Rigenerazione Urbana Chiara Vernizzi, che hanno annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico cui saranno chiamati come componenti i rappresentanti degli ordini e volto proprio allo studio della declinazione del nuovo strumento di pianificazione urbana, che recepisce la nuova disciplina regionale in materia, Ferrari pone l’accento su due aspetti fondamentali.

Esaminando il PUG ovviamente non si possono non condividere gli obiettivi di fondo, come una rigenerazione urbana che dice no al consumo di territorio e promuove la riqualificazione e utilizzo delle aree dismesse. Ma il punto è il “come”. E su questo “come” noi diamo la massima disponibilità a una concertazione di competenza, nell’auspicio che le osservazioni tecniche possano essere di supporto alla politica che deve assumersi la responsabilità delle scelte. D’altro canto, la nostra parte deve continuare anche oltre i tavoli di confronto e coerentemente esplicarsi anche nel quotidiano, favorendo e stimolando, appunto, la necessità di un cambio culturale, anche presso i colleghi e clienti”. Infine, il Presidente annuncia che il Consiglio ha individuato nella Consigliera Ing. Alessandra Amoretti, il referente dell’Ordine all’interno del tavolo in costituzione e dedicato appunto al PUG.

 

E’ proprio il Consigliere dell’Ordine, Ing. Alessandra Amoretti, a riferirci le finalità e i contenuti del Piano così come illustrati dai progettisti dello strumento.

A partire dagli anni 70, il ruolo della Regione in materia di pianificazione urbanistica si era attuato prevalentemente attraverso azioni normative ed azioni tecnico-amministrative nell’ambito dei processi di approvazione dei Piani regolatori generali (Prg),  Con la legge regionale 20 del 2000 “Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio” e con le successive integrazioni normative, il governo del territorio è stato rinnovato nei contenuti e nelle forme, I Piani regolatori comunali sono stati suddivisi in tre strumenti di pianificazione generale: i Piani strutturali comunali (PSC), i Regolamenti urbanistico edilizi (RUE), i Piani operativi comunali (POC).

Il 21 dicembre 2017 è stata approvata la nuova legge urbanistica della Regione Emilia-Romagna n.  24/2017 “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”, entrata in vigore dal 1° gennaio 2018. Prevede che i Comuni si dotino di un unico piano urbanistico generale (PUG). orientato a promuovere e regolare i processi di rigenerazione urbana e a limitare il consumo di suolo. Il nuovo strumento impone un cambio culturale, una condivisione di obiettivi che mirano alla salvaguardia del pianeta. Con il PUG, il Comune si dota di uno strumento per governare le trasformazioni urbane del territorio comunale di domani, orientate prioritariamente alla rigenerazione e riqualificazione del territorio urbanizzato, alla riduzione del consumo di suolo e alla sostenibilità ambientale e territoriale.

I nuovi strumenti sono orientati ad aumentare l’attrattività e la vivibilità delle città attivando politiche di rigenerazione urbana, contenendo il consumo del suolo e accrescendo la competitività del sistema regionale.

La pianificazione urbanistica comunale secondo la nuova Legge Regionale si articola in un unico Piano urbanistico generale (PUG), che stabilisce la disciplina di competenza comunale sull’uso e la trasformazione del territorio, con particolare riguardo ai processi di riuso e di rigenerazione urbana, e, in accordi operativi e piani attuativi di iniziativa pubblica con i quali, in conformità al PUG, l’amministrazione comunale attribuisce i diritti edificatori, stabilisce la disciplina di dettaglio delle trasformazioni e definisce il contributo delle stesse alla realizzazione degli obiettivi stabiliti dalla strategia per la qualità urbana ed ecologico-ambientale.

Il nuovo piano urbanistico PUG orientato alla rigenerazione urbana deve regolare principalmente i processi di rigenerazione del territorio urbanizzato esistente: analizzandone approfonditamente le caratteristiche e le opportunità di rigenerazione, e stabilendo un masterplan delle trasformazioni ammissibili (da promuovere e incentivare) e stabilendo le regole (i requisiti e le condizioni) per le diverse modalità di intervento, che potranno essere avanzate dagli operatori.

Il piano deve stabilire una «strategia per la qualità urbana ed ecologico-ambientale» per qualificare la città esistente e per garantire elevati standard nei nuovi insediamenti.

La strategia individua, per i diversi ambiti omogenei:

  • obiettivi generali, requisiti prestazionali, ma anche specifiche dotazioni, infrastrutture e servizi pubblici, che dovranno essere realizzati attraverso i proventi del contributo di costruzione, del contributo straordinario e delle monetizzazioni, con risorse pubbliche aggiuntive e con il concorso degli operatori privati, attraverso la negoziazione in fase attuativa
  • il fabbisogno di edilizia residenziale sociale (minimo 20% nei comuni ad alta tensione abitativa)

La strategia inoltre stabilisce misure di compensazione e di riequilibrio ambientali Individuate dalla Valsat in considerazione degli impatti prevedibili delle previsioni di piano e dotazioni ecologiche ed ambientali stabilite dal piano per migliorare l’ambiente urbano per prevenire o compensare i cambiamenti climatici, ridurre i rischi ambientali e industriali. Entrambe, ove ritenute necessarie dal piano, NON possono essere monetizzate e non possono essere scomputate dagli oneri di urbanizzazione. La legge introduce anzi un divieto espresso degli extraoneri e il vincolo di destinazione per le risorse da contributo di costruzione, sanzioni e monetizzazioni (ove ammesse).

Il Piano può consentire nuove previsioni in espansione dell’urbanizzato, solamente: quando non sussistano ragionevoli alternative al riuso del territorio urbanizzato, per insediamenti che risultino strategici per l’attrattività e lo sviluppo dei territori, escludendo espansioni a carattere residenziale, ad eccezione dei casi in cui siano indispensabili per attivare progetti di rigenerazione del patrimonio residenziale esistente e degli interventi di edilizia residenziale sociale (ers) e della sola quota di edilizia libera indispensabile per la sostenibilità economica dell’intervento.

Misure legislative per limitare il consumo del suolo e promuovere la rigenerazione. Per realizzare questo radicale mutamento della pianificazione urbanistica, la legge introduce due misure fondamentali:

  • una disciplina legislativa e di piano che incentiva gli interventi di riuso e rigenerazione all’interno del territorio urbanizzato e disincentiva gli interventi in espansione
  • un dimensionamento massimo complessivo (regionale) per le future previsioni insediative in espansione, da qui al 2050, pari al 3% del territorio urbanizzato, alla data di entrata in vigore della legge (oggi previsioni corrispondenti all’11%).

L’amministrazione sta elaborando il Regolamento edilizio, uno strumento a compendio del PUG che avrà la possibilità di essere modificato con un iter proprio, in autonomia dal PUG, in modo da snellire le procedure.